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Endometriosi: un aiuto che viene dal cibo.

Uno dei buoni propositi per il 2016 è iniziare ad arricchire il sito di contenuti, e allora, sull’onda della serata che ho tenuto questo mese per l’APE Onlus Trentina, ho pensato di iniziare con un articolo dedicato all’alimentazione per la donna con endometriosi.

Prima di tutto credo sia doveroso spendere due parole su questa patologia ancora troppo poco conosciuta e che può essere un vero e proprio calvario per le donne che ne soffrono.

L’endometriosi è un disordine ginecologico caratterizzato dalla presenza di tessuto endometriale fuori dall’utero. La prevalenza della malattia è intorno al 10 % percento delle donne in età fertile anche se, quasi sicuramente, questo dato è molto sottostimato per via delle mancate diagnosi.

Nella donna con endometriosi spesso si presentano fortissimi dolori mestruali, eccessivo sanguinamento, forte dolore addominale anche cronico e ridotta fertilità. Tutti questi fattori oltre che a far soffrire fisicamente portano anche a un certo grado di invalidità sociale, costringendo spesso le donne che ne sono affette a rinchiudersi in casa o a non poter partecipare serenamente alla vita sociale o svolgere compiti anche banali come uscire a fare la spesa o andare al cinema nei giorni in prossimità del ciclo.

Molta strada c’è ancora da fare per la ricerca per arrivare a determinare la causa e la cura di questa malattia e tutto quello che è possibile fare ora è intervenire sul sintomo, con l’utilizzo di pillole ormonali o con interventi chirurgici anche molto distruttivi.

Cosa può fare dunque la donna che soffre di endometriosi dal punto di vista alimentare e di stile di vita per migliorare la sua situazione?

Direi che la cosa migliore è partire sempre da ciò che si sa e da lì costruire uno stile alimentare che possa aiutare nel controllo e nella gestione della malattia.

Oggi sappiamo che vi è un stretto legame tra endometriosi ed alti livelli di estrogeni, questi ormoni infatti stimolano la proliferazione del tessuto endometriale.  Sappiamo inoltre che è una patologia di tipo infiammatorio e che vi è una massiccia presenza di radicali liberi in circolazione infine che squilibri intestinali, tra cui una disbiosi del microbiota (flora batterica intestinale), possono aggravare la sintomatologia.

Con l’alimentazione possiamo agire quindi su:

equilibrio ormonale (controllo dei picchi glicemici e delle nomali secrezioni ormonali)
riduzione dello stato infiammatorio e dei radicali liberi
miglioramento dell’equilibrio intestinale (ripristino di una flora batterica favorevole).

Per fare ciò l’alimentazione dovrà essere a basso carico glicemico, avere un corretto apporto proteico, vitaminico ed energetico e non dovrà comprendere tutti quegli alimenti con un potente effetto irritante e infiammatorio.

Ma cosa fare nella pratica?

Assicurarsi di nutrire correttamente la flora batterica intestinale con un buon apporto di fibre che vengono da essa fermentate e utilizzare alimenti fermentati come il kefir e l’aceto di mele che apportano naturalmente probiotici. Si potranno inoltre inserire alimenti come zenzero, aglio, cipolla, porri che agiscono da antibatterici e antiparassitari naturali contro i microrganismi patogeni.

Sarà fondamentale inserire nella propria dieta alimenti ricchi di omega-3 (precursori di potenti prostaglandine antinfiammatorie) come i semi di lino macinati, il salmone e il pesce azzurro, le noci e le erbe spontanee. Saranno da evitare invece gli alimenti ricchi di omega-6 come l’olio di mais o girasole, i grassi vegetali sia idrogenati che non.

Andrà limitato il consumo di carne rossa e salumi, soprattutto se di allevamento intensivo o ricchi di conservanti, per la loro cattiva azione a livello ormonale a favore di carni bianche e uova possibilmente biologiche, pesce pescato e carni da allevamenti allo stato brado.

Sarà da preferire il consumo di cereali naturalmente senza glutine come quinoa, miglio, amaranto, grano saraceno, in quanto il glutine è in grado di irritare la mucosa intestinale già resa sensibile e a volte danneggiata dall’endometriosi stessa.

Dare largo spazio all’utilizzo di legumi possibilmente cuocendoli in casa dopo un adeguato ammollo evitando però la soia per il suo ricco contenuto di fitoestrogeni che potrebbero contribuire all’alterazione di un equilibrio ormonale già precario.

Altri alimenti da evitare sono i latticini per il loro effetto di stimolazione insulinica e infine il caffè e gli alcolici che sono bevande molto irritanti.

Tra le verdure saranno da preferire quelle ricche in vitamina A, C, E, zinco e rame in quanto potenti antiossidanti, tra queste ricordiamo fragole, kiwi, agrumi, peperoni, spinaci e vegetali a foglia verde scuro, papaya, frutti rossi, cavoli e erbe aromatiche.

Infine per la donna con endometriosi sarà importante mantenere un corretto peso corporeo, perché non dobbiamo dimenticare che un eccesso di tessuto…o meglio…organo adiposo porterà a un’eccessiva produzione di estrogeni che favorirà la proliferazione del tessuto endometriale.

Con qualche piccola accortezza il cibo sarà un valido alleato nella lotta contro questa malefica malattia! Donne non resta che impegnarsi e provare!