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Cibo buono e cibo cattivo - parte 2 (flessibilità e varietà)

In una persona che non soffre di allergie/intolleranze o particolari situazioni patologiche, non esiste nessun cibo che mangiato una volta una tantum possa fare del male.

Con troppa frequenza vengono messi alla forca alimenti come glutine, cereali, latticini, legumi, carni rosse, uova portando le persone a limitare fortemente la varietà delle loro scelte.

 

Altri alimenti con connotazioni negative come ad esempio i dolci vengono definiti come alimenti a “calorie vuote” perché apportano energia al nostro corpo senza però apportare nutrienti essenziali. 

Questa definizione è corretta e, certamente, la vostra alimentazione non potrà essere completamente dominata da essi, ma non per questo sono alimenti che vanno completamente eliminati. 

Se nella vostra alimentazione inserite un buon 80% di alimenti freschi, semplici e non processati e nutrite così il vostro corpo, il restante 20% potrà essere coperto dagli alimenti che più vi aggradano, senza pensieri sulla loro composizione e formulazione.

 

Concedendovi con moderazione qualche sfizio la vostra dieta sarà più flessibile, sostenibile e si integrerà meglio con le esigenze della vita (sociali e emozionali).  

 

La questione non è quindi se una ciotola di fiocchi d’avena sia meglio di una barretta al cioccolato, facendo un paragone uno-a-uno dei singoli alimenti, ma capire se la vostra alimentazione complessiva sia nutrizionalmente ricca e completa.

Che ci crediate o meno un rigido approccio “buono vs cattivo”o “sano vs spazzatura” può concretamente portare a una dieta più povera di nutrienti rispetto a chi include un più ampio spettro di alimenti. 

 

La varietà è il segreto vincente delle persone più longeve del pianeta.

 

Come può essere salutare e portare benessere mangiare scegliendo da una lista con una scarsa decina di alimenti?

A voi l’ardua sentenza...