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Buoni propositi e obiettivi

  • L'arrivo dell'estate, poi settembre, gennaio sono mesi ricchi di buoni propositi.

In molti scatta il desiderio di rimettersi in forma, essere più costanti con l’allenamento, essere più organizzati nella propria quotidianità.

Così si inizia una nuova dieta, un nuovo allenamento si inizia a pianificare ma tutto questo dura poco.
La routine prende il sopravvento e come ogni anno si finisce ad abbandonare tutto, ripromettendosi di ricominciare poi.

Questo rimandare diventa poi un loop che si ripete, da settembre si rimanda a gennaio, da gennaio a dopo Pasqua, da Pasqua all’estate e ci si ritrova al settembre successivo ancora al punto di partenza (se non peggio).

Ogni fallimento finisce per instillare un senso di impotenza che in molte persone porta ad arrendersi e gettare la spugna.
Nella dieta, nell'allenamento e nel benessere in generale, come in tutte le altre situazioni della vita, dagli errori si deve imparare.

Fate mente locale:

  • Cosa non ha funzionato per voi finora?
  • Cosa ha funzionato (portandovi benessere)?
  • Cosa è sostenibile per voi nel lungo termine?
  • Cosa invece non è sostenibile?

Gli errori sono il miglior insegnante che possiate avere.
 


Fallimento ed errori

Spesso queste parole vengono usate come sinonimi quando si pensa al proprio percorso di benessere non andato a buon fine.
Le parole hanno un effetto molto potente e possono influenzare le nostre azioni future.


“Fare un errore” non è la stessa cosa di “fallire”


Il fallimento è il risultato di una o più azioni sbagliate, un errore è l’azione sbagliata.
Notate come, quando diciamo di aver commesso un errore lasciamo aperta la possibilità di imparare da esso e soprattutto la possibilità di rimediare con un’altra azione.
Mentre parlando di fallimento, l’unica cosa possibile sarebbe imparare da esso ma non c’è spazio per porvi rimedio.


Quindi pensando a dieta, allenamento, benessere:
ANALIZZATE il vostro errore (non sentitevi dei falliti)!
Vi chiederete, come si analizza un errore?

Semplice, ponetevi queste domande:

  • cosa stavo cercando di fare? Es: “Dimagrire”
  • cosa è andato storto? Es: “Ho mollato la dieta”
  • quando ha iniziato ad andare storto? Es:”Quando ho - ripreso a lavorare dopo le vacanze”
  • perché è andato storto (qui si può continuare fino a 5 perché per raggiungere il nocciolo del problema)? “perchè non riuscivo più a preparare i pasti giusti -> perchè non potevo pesare -> perché mangio sempre fuori casa"

Perdonatevi questo errore (non biasimatevi per esso)

 

Pensate ad una semplice azione da compiere per non ricadervi. Es: “Usare le porzioni con le mani”.

 

IL CAMBIAMENTO


Il cambiamento inizia da una necessità di migliorarsi rispetto a una condizione presente.
Questa necessità si concretizza quando un obiettivo viene definito.
Sapete come farlo? Come si definisce esattamente un obiettivo perché si efficacie?
Per farlo segui questi consigli:

  • deve essere specifico e misurabile (es: perdere 15 kg di grasso);
  • deve essere stimolante ma realistico (es: perdere 0,5-1 Kg a settimana);
  • deve avere una componente a breve termine e una a lungo termine (es: 15 kg in un anno e circa 1,5 kg in un mese);
  • basa degli obiettivi su azioni non solo sul risultato.

Le azioni le puoi controllare direttamente, il risultato no (es: Mi allenerò 3 volte a settimana in modo costante, masticherò piano a tutti i pasti, mangerò solo se la fame è reale...).

Dichiara il tuo obiettivo a qualcuno di fiducia e scrivi i tuoi obiettivi su un foglio, nero su bianco.